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Badia a Passignano
Badia a Passignano18/03/2025
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Quando visito le regioni del centro Italia, con l’Appennino che, al contempo, unisce e divide, mi chiedo sempre com’era il paesaggio nei secoli scorsi, come è mutato, se è mutato, che ordine avessero i vigneti e gli uliveti, se i castelli e i borghi medievali fossero così belli come sono ora?

Una domanda che trova risposta in qualche dipinto ma che ritorna ogni volta, anche qui, a Badia di Passignano, un bellissimo minuscolo borgo a “32 chilometri da Firenze, dal lato del mezzogiorno”, come scrive in un piccolo libricciuolo Don Germano Fornaciai nel 1903.

Ed è proprio lui che ci aiuta, con qualche risposta, alle domande di cui sopra.

“Un’antica ed illustre Badia Vallombrosiana, la quale colle sue mura merlate, colle cinque torri, che le fan corona, ha l’aspetto d’un munito castello medievale, un’artistica Chiesa, tanto cara e tanto devota, ricca di quadri, di affreschi e di altri lavori pregevoli, con la sua leggiadra cupola, col suo campanile alto e massiccio, superbo delle sue quattro campane, il cui suono armonioso si spande lontano, lontano; una Canonica, una Fattoria, alcune case modeste, ma pulite, lungo la strada che conduce in Pesa: ecco Passignano”.

Poco o nulla è cambiato da quel 1903, le campane si sentono ancora, lontano nei campi, grazie al fatto che tutto intorno ci sono uliveti, vigne e boschi, poche abitazioni, nessun paese.
La struttura stessa del borgo è identica a quella descrizione, si sale lungo un viale circondato da cipressi e si arriva in una piccola piazza quadrata dove trovano spazio la chiesa principale e l’ingresso al monastero; un luogo che sa di storia, di religione, di pace.

La facciata della chiesa di San Michele Arcangelo è semplicissima, a pietre quadrate e, sulla sommità, ospita una statua in marmo bianco, risalente al XII secolo, che raffigura San Michele Arcangelo.

All’interno si trova, dal 1580, il santo corpo di San Giovanni Gualberto, morto proprio a Passignano il 12 luglio 1073. Il fondatore di Vallombrosa ha una storia che, a raccontarla, non bastano queste pagine e, quindi, vi rimandiamo alla visita al borgo. Membro di una nobile e ricchissima famiglia fiorentina abbracciò la fede e, come e prima di Francesco, visse una vita di povertà, rigore e preghiera.

Badia a Passignano

Il monastero

L’aspetto esterno è quello di un forte militare, ma quello interno è tipico di un monastero, con il chiostro a farla da padrone. Sono numerose le vicende storiche di questo monastero, riaperto al pubblico solo nel 2011. Del cenobio originale dell’anno mille non è rimasto nulla; tutto venne incendiato e distrutto nel 1255; la ricostruzione avvenne nel 1266 sotto la direzione dell'abate Ruggero dei Buondelmonti. L’abbazia venne soppressa il 10 ottobre 1810 in seguito alle disposizioni napoleoniche che vietavano le congregazioni religiose.

Dal 2011, invece, si possono visitare tutti gli spazi del monastero, compresi il chiostro, il refettorio con il quadro dell’Ultima cena del Ghirlandaio, le cucine rimaste estranee ai rifacimenti ottocenteschi.

Badia a Passignano
Badia a Passignano

Le cantine Antinori

In quella che Don Germano Fornaciai nel 1903 qualificava come fattoria oggi probabilmente trovano spazio i vini del marchese Antinori che a Passignano ha collocato una delle sue cantine.

Sono splendide e antiche, sono del X secolo, situate proprio sotto il monastero. Soffitti a volta, mura possenti, capaci di mantenere naturalmente umidità e temperatura costante per tutto l'anno. Qui affina il Badia a Passignano, in legni di rovere ungherese.

 

Il paesaggio intorno

Siamo nel Chianti, il paesaggio non può che essere quello dei vigneti dove nasce uno dei vini più famosi d’Italia, ma anche di uliveti e boschi. Un paesaggio, questo si, che probabilmente è rimasto intatto da secoli. Solo le strade asfaltate ne hanno modificato in parte la struttura, ma è grazie ad esse che oggi l’Italia è il paese più amato e tra i più visitati al mondo. Non demonizziamole troppo!