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Quando visito le regioni del centro Italia, con l’Appennino che, al contempo, unisce e divide, mi chiedo sempre com’era il paesaggio nei secoli scorsi, come è mutato, se è mutato, che ordine avessero i vigneti e gli uliveti, se i castelli e i borghi medievali fossero così belli come sono ora?
Una domanda che trova risposta in qualche dipinto ma che ritorna ogni volta, anche qui, a Badia di Passignano, un bellissimo minuscolo borgo a “32 chilometri da Firenze, dal lato del mezzogiorno”, come scrive in un piccolo libricciuolo Don Germano Fornaciai nel 1903.
Ed è proprio lui che ci aiuta, con qualche risposta, alle domande di cui sopra.
“Un’antica ed illustre Badia Vallombrosiana, la quale colle sue mura merlate, colle cinque torri, che le fan corona, ha l’aspetto d’un munito castello medievale, un’artistica Chiesa, tanto cara e tanto devota, ricca di quadri, di affreschi e di altri lavori pregevoli, con la sua leggiadra cupola, col suo campanile alto e massiccio, superbo delle sue quattro campane, il cui suono armonioso si spande lontano, lontano; una Canonica, una Fattoria, alcune case modeste, ma pulite, lungo la strada che conduce in Pesa: ecco Passignano”.
Poco o nulla è cambiato da quel 1903, le campane si sentono ancora, lontano nei campi, grazie al fatto che tutto intorno ci sono uliveti, vigne e boschi, poche abitazioni, nessun paese. La struttura stessa del borgo è identica a quella descrizione, si sale lungo un viale circondato da cipressi e si arriva in una piccola piazza quadrata dove trovano spazio la chiesa principale e l’ingresso al monastero; un luogo che sa di storia, di religione, di pace.
La facciata della chiesa di San Michele Arcangelo è semplicissima, a pietre quadrate e, sulla sommità, ospita una statua in marmo bianco, risalente al XII secolo, che raffigura San Michele Arcangelo.
All’interno si trova, dal 1580, il santo corpo di San Giovanni Gualberto, morto proprio a Passignano il 12 luglio 1073. Il fondatore di Vallombrosa ha una storia che, a raccontarla, non bastano queste pagine e, quindi, vi rimandiamo alla visita al borgo. Membro di una nobile e ricchissima famiglia fiorentina abbracciò la fede e, come e prima di Francesco, visse una vita di povertà, rigore e preghiera.
Il monastero
L’aspetto esterno è quello di un forte militare, ma quello interno è tipico di un monastero, con il chiostro a farla da padrone. Sono numerose le vicende storiche di questo monastero, riaperto al pubblico solo nel 2011. Del cenobio originale dell’anno mille non è rimasto nulla; tutto venne incendiato e distrutto nel 1255; la ricostruzione avvenne nel 1266 sotto la direzione dell'abate Ruggero dei Buondelmonti. L’abbazia venne soppressa il 10 ottobre 1810 in seguito alle disposizioni napoleoniche che vietavano le congregazioni religiose.
Dal 2011, invece, si possono visitare tutti gli spazi del monastero, compresi il chiostro, il refettorio con il quadro dell’Ultima cena del Ghirlandaio, le cucine rimaste estranee ai rifacimenti ottocenteschi.
Le cantine Antinori
In quella che Don Germano Fornaciai nel 1903 qualificava come fattoria oggi probabilmente trovano spazio i vini del marchese Antinori che a Passignano ha collocato una delle sue cantine.
Sono splendide e antiche, sono del X secolo, situate proprio sotto il monastero. Soffitti a volta, mura possenti, capaci di mantenere naturalmente umidità e temperatura costante per tutto l'anno. Qui affina il Badia a Passignano, in legni di rovere ungherese.
Il paesaggio intorno
Siamo nel Chianti, il paesaggio non può che essere quello dei vigneti dove nasce uno dei vini più famosi d’Italia, ma anche di uliveti e boschi. Un paesaggio, questo si, che probabilmente è rimasto intatto da secoli. Solo le strade asfaltate ne hanno modificato in parte la struttura, ma è grazie ad esse che oggi l’Italia è il paese più amato e tra i più visitati al mondo. Non demonizziamole troppo!
Osteria di Passignano
Un elegante ristorante fra mura antichissime. La cucina si può fregiare di uno chef che mantiene un solido contatto con il territorio. Il menu è stagionale e pensato per supportare i due elementi di spicco della proprietà: l’orto e il vino.
Via Passignano, 33
Badia a Passignano (FI)
Tel. +39 055 8071278 www.osteriadipassignano.com
Bar Divino
Il Bar Divino di Andrea (e famiglia) merita una visita. Il luogo è incantato, il sorriso è abitudine. E si mangia e si beve affacciati… sulla grande bellezza. Salumi, formaggi, crostoni, ma anche uno spazio ristorante.
Via Passignano 14
Tel. +39 338 8047520
www.divinoristorantechianti.it
Hotel Borgo di Cortefreda
55 camere arredate con cura in stile toscano, curate negli arredi e nei decori, mantengono il fascino della villa toscana senza rinunciare al comfort. La struttura offre anche un servizio di ristorazione.
Via Roma, 191
50028 Barberino Tavarnelle (Firenze)
www.borgodicortefreda.com
Tel. (+39) 055 8073333
Chianti Craft House
La Chianti Craft House si trova a Passignano e offre un ristorante. L'appartamento dispone di vista sul giardino. Nell'appartamento troverete l'aria condizionata, due camere da letto, due bagni, un soggiorno, una cucina completamente attrezzata con lavastoviglie e bollitore.
Strada di Badia, 7
50028 Badia a Passignano (FI)
Tel. +39 347 342 4261
La Bottega di Badia
La Bottega si trova all’interno di Osteria di Passignano. Qui è possibile acquistare e degustare un’ampia selezione delle etichette Marchesi Antinori prodotte in alcuni dei territori più vocati al mondo, anche da degustare al calice. Oltre ai vini, è presente un’attenta selezione di oli e produzioni artigianali di altre eccellenze del territorio.
Tel. +39 055 8071278
www.osteriadipassignano.com